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La storia di Greve in Chianti

La vita e i miracoli del vescovo Eufrosino non si discostano da quelli di tanti altri santi "locali", vissuti all'inlzlo dei cristianesimo e le cui gesta sono state narrate da agiografi successivi, spesso tre-quattrocenteschi. Secondo una di queste trascrizioni, Eufrosino, contemporaneo degli Apostoli, nasce in Cappadocia e si converte alla nuova religione dopo essersi unito a Giuda Taddeo e a Simone. Ma, come riferisce Luigi Biadi che dei santo ha scritto una biografia nel 1864: la calunnia che morde e non cede, che si professa da chi vive imbrattato in ogni sorta di vizio, alzava la lurida fronte, e con aggrottato ciglio per segnale di apparente verità, sforzavasi di propalare co' più neri colori un'accusa di grave, impuro e scandaloso delitto contro Eufrosino." Il delitto di Eufrosino sarebbe stato quello di aver approfittato dell'ingenuità di una ragazza.

Ma ecco, forse, il suo primo miracolo: viene scagionato dalla voce di un neonato che grida in pubblico l'innocenza del sant'uomo. Eufrosino può così riprendere l'opera di conversione dei suoi concittadini. Ma le autorità locali, rimaste pagane, prima lo incarcerano, poi lo obbligano ad allontanarsi dal paese. Eufrosino, costretto a lasciare la Cappadocia, si trasferisce a Roma (dove è accolto con tutti gli onori. Poi decide di spostarsi più a nord: tragittando dalla parte di Siena per la Castellina del Chianti perveniva al fiume Pesa tra la Castellina e Panzano, ma le incessanti piogge avendo gonfiato il torrente, Eufrosino con un segno di croce lo trapassava francamente coi suoi confratelli, e poneva piede a Panzano, castello quasi nel centro tra Firenze e Siena." Qui continua a operare conversioni, compie numerosi miracoli, diviene vescovo e muore all'età di 89 anni il 3 Novembre di un anno imprecisato. Viene sepolto nel punto dove era solito predicare e dove miracolosamente sgorga una sorgente di purissima acqua.

Questa è la leggenda. Storicamente risulta che, in una località piuttosto appartata, poco a sud di Panzano, sono emersi reperti che farebbero pensare all'esistenza di un piccolo edificio risalente al VIII secolo. Successivamente fu costruito l'oratorio, tuttora presente, la cui parete di fondo conserva un'edicola in stile gotico che verosimilmente doveva contenere le soglle del santo. Attualmente si è affievolito, ma per secoli il culto dei santo era molto sentito non solo nella zona del Chianti - vedi le sue immagini presenti in molte chiese e l'altro edificio sacro a lui intitolato nel borgo di Volpaia, nel comune di Radda ma anche nelle più lontane maremme. E quando, nel xv secolo, fu deciso di costruire una chiesa in suo onore, ci fu l'interessamento (diretto di papa Eugenio IV il quale, con una bolli originale è conservato nella vicina pieve di San Leolino), concedeva indulgenze a chi avrebbe contribuito all'edificazione del tempio con denaro e materiali.

Poco discosto dall'oratorio e dalla chiesa si trova un altro luogo di culto legato alla memoria di Eufrosino. Si tratta del "fontino", una sorta di tempietto sorto a protezione di una sorgente, si diceva, di acqua miracolosa. li suo inaridimento, avvenuto nell'Ottocento, è a sua volta legato a un altro evento leggendario. Si narra di un uomo che, con gesto blasfemo, avrebbe lavato nelle acque di quella sorgente le interiora di un maiale appena ucciso. E la punizione che seguì fu quella di interrompere il flusso dell'acqua miracolosa. Al culto di un altro santo che può considerarsi "locale", nel senso che non è presente nella patrologia ufficiale della Chiesa, è dedicata l'antica pieve che sorge a breve distanza dal complesso di Sant'Eufrosino, quella di San Leolino. Posta in prossimità di un insediamento etrusco del V-IV secolo a.C., l'edificio sacro è menzionato una prima volta in un documento del 982ed è ipotizzabile che la chiesa originaria risalga all'IVI secolo. L'edificio attuale è del XII e l'interno, a tre navate, conserva, a testimonianza del suo prestigio, notevoli opere d'arte. Primo fra tutti è il dossale duecentesco in legno attribuito a Mellore di Jacopo, con al centro la Madonna in trono tra i santi Pietro e Paolo e, ai quattro lati, episodi della loro vita. L'opera fu trafugata nel 1979, poi recuperata, ed è stata oggetto di un recente restauro che le ha ridato la luminosità dei colori originari. Al secolo successivo appartiene un'altra opera di grande interesse, il trittico raffigurante lo Sposalizio mistico di santa Caterina da Siena tra i santi Pietro e Paolo. Da segnalare anche il trittico quattrocentesco con la Madonna e santi di Mariotto di Nardo, proveniente dall'oratorio di Sant'Eufrosino è l'affresco che raffigura il Battesimo di Gesù sul Giordano attribuito a Raffaellino del Garbo. Altre pievi presenti nel territorio comunale sono quella di San Cresci a Montefioralle, molto rimaneggiata nell'Ottocento ma che conserva di originario la parte più bassa della facciata composta da un portico e due bifore con archi a tutto sesto; la parte superiore è frutto di un'aggiunta posteriore. San Pietro a Cintola, la cui origine è ipotizzata all'IVI secolo, conserva ancora la sua struttura romanica, mentre l'interno, a una sola navata, è un rifacimento settecentesco. Infine a Rubbiana, nel pressi di San Polo, sorge la pieve risalente al Mille e dedicata a san Miniato. Niente delle sue origini è rimasto della chiesa di Santa Maria a Panzano, che nel Medioevo era inclusa nelle mura del castello. Il tempio attuale è frutto di una totale ricostruzione dei primi anni del XX secolo. Nel 1964 furono inaugurate le porte in bronzo con otto formelle, opera dello scultore Umberto Bartoli. Nell'interno, fra le altre opere d'arte, sono da ricordare un'Annunciazione di artista vicino a Ridolfo del Ghirlandaio, il Matrimonio mistico di santa Caterina di Pier Dandini e il recente affresco di Alfredo Cifariello, l'Assunzione della Vergine, un grande dipinto che vede alla base una moltitudine di personaggi contemporanei.

 
     
   
     
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